Tra le fibre nobili impiegate nell’alta moda, il mohair occupa una posizione singolare. Nessun’altra fibra animale combina con la stessa efficacia lucentezza ottica, resilienza meccanica e stabilità tintoriale. Per chi progetta capispalla, conoscere il comportamento tecnico di questa fibra è decisivo. Permette di sfruttarne il potenziale in tessitura ortogonale. E aiuta a evitare le criticità operative di una materia prima così caratterizzata.
Origine e classificazione: non tutto il mohair è uguale
Il mohair proviene dal vello della capra d’Angora, allevata principalmente in Sudafrica, Texas e Turchia. Come documenta l’Enciclopedia Treccani, la finezza della fibra varia sensibilmente con l’età dell’animale. Il kid mohair, ottenuto dalle prime due tose, si colloca tra i 24 e i 29 micron. È l’unica classe ammissibile per i capispalla di fascia alta. Le classi adulte, oltre i 34 micron, trovano impiego in arredamento e tessuti tecnici. La selezione della classe micronica è la prima decisione di capitolato. Un kid mohair certificato costa sensibilmente di più. In cambio determina mano, drappeggio e assenza di pruriginosità del tessuto finito.
La struttura della fibra: perché brilla e perché resiste
La lucentezza del mohair non è un effetto di finissaggio: è una proprietà strutturale. Le scaglie cuticolari della fibra sono più larghe, più piatte e meno sovrapposte rispetto a quelle della lana merino. La superficie riflette quindi la luce in modo speculare anziché diffonderla. La stessa conformazione riduce la tendenza alla feltratura. Migliora inoltre il rilascio dello sporco. Sul piano meccanico, il mohair offre un recupero elastico eccellente. La resistenza alla trazione supera quella di lane di pari finezza. Il tessuto mantiene la forma, non si affloscia e sopporta sollecitazioni ripetute senza infeltrire. È la combinazione ideale per cappotti e giacche destinati all’uso reale, non solo alla passerella.
Il mohair sul telaio a pinza: parametri di tessitura
In tessitura ortogonale il mohair richiede impostazioni dedicate. La fibra è liscia e il filato presenta un coefficiente di attrito basso. Spesso viene ritorto con un’anima di lana fine per stabilizzarlo. L’orditura esige tensioni uniformi e una imbozzimatura calibrata, per evitare scorrimenti. In trama, la pelosità lunga impone una battuta controllata: una forza eccessiva schiaccia il pelo e compromette la mano. I telai a pinza con ratiera elettronica gestiscono saie e derivate con riduzioni più aperte rispetto a un pettinato classico. La fibra conserva così lo spazio per esprimere volume e gonfiore.
Lavorando esclusivamente tinto in filo, la brillantezza del colore resta intatta. Il mohair assorbe i coloranti con un’intensità che le fibre opache non raggiungono. La tintura in filo preserva questa profondità meglio di qualsiasi tintura successiva. Su questo tema rimandiamo all’approfondimento sui tipi di lana e le qualità più pregiate, dove il mohair viene confrontato con le altre fibre nobili.
Applicazioni nei capispalla: pesi, armature, resa
Per il capospalla invernale il mohair si impiega in mischia intima con lana pettinata. Le percentuali tipiche vanno dal 20 al 60 per cento, su pesi finiti tra 350 e 480 grammi al metro lineare. Le armature più efficaci sono le saie da 2/2 a 3/3 e i batavia, che valorizzano il riflesso diagonale della fibra. Funzionano bene anche gli uniti volumizzati, dove il pelo affiora in superficie dopo una garzatura leggera. Il risultato unisce calore e leggerezza. A parità di isolamento termico, un cappotto in mischia mohair pesa meno del corrispettivo in lana pura. Non a caso la fibra accompagna il ritorno della lana e del cashmere nella moda invernale. Il mercato del lusso premia oggi materiali identitari e riconoscibili al tatto.
Approvvigionamento responsabile: il Responsible Mohair Standard
Dal 2020 la filiera del mohair dispone di uno standard di certificazione dedicato. Il Responsible Mohair Standard di Textile Exchange verifica benessere animale, gestione del territorio e tracciabilità dalla fattoria al filato. Molti marchi redigono capitolati con requisiti di sostenibilità documentabili. Per loro il kid mohair certificato RMS non è più un’eccezione: è un criterio di selezione del fornitore. La trasparenza della materia prima si somma così ai requisiti tecnici del tessuto. Un capospalla in mohair può oggi essere bello, durevole e tracciabile insieme.
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Domande frequenti sul mohair
Da dove proviene il mohair e come si classifica?
Il mohair proviene dal vello della capra d’Angora, allevata principalmente in Sudafrica, Texas e Turchia. La finezza varia con l’eta dell’animale: il kid mohair delle prime due tose si colloca tra 24 e 29 micron ed e l’unica classe adatta ai capispalla di fascia alta, mentre le classi adulte oltre i 34 micron vanno ad arredamento e tessuti tecnici.
Perche il mohair brilla e resiste?
La struttura della fibra, con scaglie cuticolari piatte e poco sporgenti, riflette la luce e produce la caratteristica lucentezza. La stessa struttura, unita all’elasticita naturale, conferisce al mohair elevata resilienza meccanica e resistenza alla pieghettatura.
Quali parametri servono per tessere il mohair su telaio a pinza?
Il mohair richiede attenzione a tensioni e riduzioni perche e una fibra liscia e scivolosa. Sul telaio a pinza si curano la preparazione dell’ordito, le tensioni controllate e l’armatura scelta per evitare scivolamenti e garantire una mano regolare.
Cos’e il Responsible Mohair Standard (RMS)?
Il Responsible Mohair Standard certifica un approvvigionamento responsabile, con criteri di benessere animale e gestione del territorio negli allevamenti, e una catena di custodia tracciata. Permette ai marchi di documentare l’origine etica della fibra.
ROSA TESSILE
Rosa Tessile Como, Fondata nel 1983 dai fratelli Rosa, Giuliano e Franco, ha mosso i suoi primi passi come una piccola realtà artigianale, con i suoi quattro telai presi in prestito.
Eppure, ciò che mancava in risorse era più che compensato dalla visione audace e della dedizione instancabile dei soci fondatori.
Anno dopo anno Rosa Tessile ha saputo trasformarsi, crescendo con tenacia e puntando sulla qualità, un’ orditura perfetta, sull’innovazione e sulla sostenibilità, fino a diventare un punto di riferimento nei mondo dei tessuti di seta e dei tessuti di alta moda “Made in Italy”.




