Dall’altro lato della strada, una giacca in tessuto spina di pesce si riconosce prima ancora del colore: l’occhio legge file di piccole V affiancate, come lo scheletro di un pesce o le reste di una spiga. Succede con il tweed di campagna come con il cappotto da città. Eppure sulla stoffa non c’è nessun disegno applicato in superficie. Tutto nasce dall’armatura, cioè dal modo in cui ordito e trama si incrociano al telaio.
Una giacca che si legge a distanza
Il motivo per cui il tessuto spina di pesce si vede da lontano è semplice. Le colonne corrono di solito nel senso dell’ordito, quindi sulla giacca scendono dritte dalle spalle all’orlo e ne allungano la figura. Più sono larghe, più il disegno regge la distanza. Le spine fini da abito misurano pochi millimetri e da lontano diventano quasi un unito vibrante, mentre quelle da capospalla arrivano a qualche centimetro e restano leggibili anche a molti passi.
È un disegno con una lunga storia nell’abbigliamento maschile. Il museo londinese V&A, per esempio, conserva un abito inglese del 1948 in tweed a spina di pesce marrone e rosso. Proprio nel tweed il tessuto spina di pesce ha trovato uno dei suoi terreni più classici.
La diagonale che torna indietro
Per capire la spina bisogna partire dalla saia. In questa armatura ogni passaggio di trama sposta di un filo il punto di legatura, e i punti in fila formano una diagonale. Nel tessuto spina di pesce questa diagonale, a intervalli regolari, cambia direzione: prima sale verso destra, poi verso sinistra, e così via. Al telaio il disegno nasce dal rimettaggio, cioè dall’ordine con cui i fili d’ordito passano nei licci, oppure dal disegno di armatura. Se l’inversione sta nel rimettaggio, la ratiera alza i licci come per una saia normale. Se invece sta nel disegno d’armatura, è il programma della ratiera a invertire la diagonale a ogni colonna.

In un vero tessuto spina di pesce, poi, le due diagonali non si incontrano in una punta, ma si sfalsano leggermente nel punto d’inversione. È questo piccolo taglio a dare al disegno il suo aspetto di lisca, o di spiga: non a caso in italiano lo si chiama anche spigato. Conta pure l’inclinazione: una saia più ripida dà spine più slanciate, una più piatta le rende larghe e morbide. Se l’inversione sta nel disegno d’armatura, la ratiera può variare il ritmo delle colonne, entro i licci e il rimettaggio montati. Altrimenti, per cambiare la larghezza delle colonne, si rifà il rimettaggio. Cosa si ottiene invece con due orditi su due subbi lo raccontiamo a proposito di micro armature e doppio subbio. Per un ripasso sulle armature di base rimandiamo al confronto fra tela, saia e raso.
Spina o chevron? Guardate il punto d’incontro
Spesso si confondono il tessuto spina di pesce e il chevron, ma non sono la stessa cosa. Nel chevron le diagonali si incontrano esattamente in un vertice, come le linee di uno zig zag, e il disegno è simmetrico a specchio. Nella spina, invece, le diagonali si sfalsano, e l’occhio legge una superficie più morbida e continua. Da vicino la differenza è evidente, ma cambia anche la resa a distanza: il chevron appare più grafico, la spina più discreta.
Fra le armature del nostro archivio c’è anche il chevron, l’altra variazione sul tema delle diagonali che cambiano verso. Sui criteri generali per accostare materiali, pesi e colori rimandiamo a come abbinare i tessuti.
Tono su tono o a contrasto
In un tessuto spina di pesce il colore decide quanto il disegno si vede. Con ordito e trama dello stesso tono, la spina resta un rilievo discreto, leggibile solo con la luce radente. Con due toni diversi, invece, le colonne diventano nette: il classico è un ordito scuro con una trama più chiara, o il contrario. Poiché il colore è già nel filo prima della tessitura, il disegno sta nella struttura del tessuto e non in superficie. È proprio il lavoro in cui ci siamo specializzati: tessuti tinti in filo e uniti.
Dal tweed alla giacca estiva
La lana resta la fibra più classica. In lana cardata la spina diventa tweed, con una mano calda e un po’ rustica; in lana pettinata diventa un tessuto da abito fine, con colonne sottili e regolari. Nel capospalla le spine larghe danno carattere al tessuto per il cappotto. Il disegno torna spesso nelle collezioni invernali. Sul ritorno delle fibre nobili nella stagione fredda rimandiamo all’articolo su lana e cashmere nella moda invernale.
Il tessuto spina di pesce, però, non è solo invernale. In cotone e in lino, con spine piccole e colori chiari, veste giacche e pantaloni estivi e dà movimento alla camiceria. Per chi ama la storia dei tessuti di lana, infine, vale una visita al Museo del Tessuto di Prato, nel cuore di uno dei grandi distretti lanieri italiani.
Il campione visto da vicino e da lontano
Un campione di tessuto spina di pesce si giudica due volte. Prima da vicino, sul tavolo: le colonne devono avere tutte la stessa larghezza e le linee d’inversione devono essere nette, senza zone confuse. Poi lo si appende e ci si allontana di qualche metro, come farebbe chi incontra la giacca per strada. Da lì il disegno deve apparire regolare e dritto; se le colonne ondeggiano o una sembra più larga delle altre, il difetto si vedrà anche sul capo.
Resta un controllo per la confezione. Dopo il vapore la diagonale non deve inclinarsi né perdere definizione, e sulle cuciture principali conviene far combaciare le colonne, come si fa con una riga. Una spina che si interrompe al centro dietro si nota da lontano quanto il disegno stesso.
Una spina di pesce che si riconosca da lontano si progetta da vicino: disegniamola insieme. Armatura, colori e larghezza delle colonne li mettiamo a punto al CAD con voi, in lana, cotone o seta.
Domande frequenti sul tessuto spina di pesce
Come si chiama il tessuto a spina di pesce?
In italiano si chiama anche spigato o spinato. È un tessuto in saia con la diagonale che cambia direzione a intervalli regolari.
Come si dice spina di pesce in inglese?
Si dice herringbone. Con chevron, invece, si indica la variante in cui le diagonali si incontrano in un vertice.
Il tweed a spina di pesce è sempre di lana?
Di solito sì, perché il tweed nasce come tessuto di lana cardata. Oggi esistono però anche versioni in misto lana.
Per quali capi si usa il tessuto spina di pesce?
Soprattutto per giacche, abiti e cappotti in lana. Nelle versioni leggere in cotone o lino veste anche pantaloni estivi e camicie.
ROSA TESSILE
Rosa Tessile Como, Fondata nel 1983 dai fratelli Rosa, Giuliano e Franco, ha mosso i suoi primi passi come una piccola realtà artigianale, con i suoi quattro telai presi in prestito.
Eppure, ciò che mancava in risorse era più che compensato dalla visione audace e della dedizione instancabile dei soci fondatori.
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