Ordito e trama: cosa sono e perché decidono il tessuto

Ott 19, 2026 | Tecnologia Tessile, TESSITURA COMO | 0 commenti

Written By Massimiliano Rosa

Sul telaio ancora fermo, migliaia di fili tesi e paralleli aspettano il primo passaggio: ogni tessuto nasce così, dall’incontro di ordito e trama. Basta che le pinze portino il primo filo da una cimosa all’altra, e i due sistemi cominciano a intrecciarsi. Da loro dipendono resistenza, mano, caduta e aspetto della pezza. Capire come lavorano serve anche a chi non tesse: al buyer che valuta un campione, allo stilista che sceglie un articolo, al modellista che taglia.

Due sistemi, due mestieri diversi

In reparto la differenza si vede prima ancora di toccare un filo. L’ordito arriva al telaio già avvolto sul subbio, tutto insieme; la trama arriva da una rocca, un filo alla volta. Il primo corre nel senso della lunghezza e fa da struttura portante. Il vocabolario Treccani ricorda che lo si chiama anche catena, con i fili disposti in parallelo, in numero, lunghezza e colore stabiliti in anticipo. La trama, invece, attraversa la catena da una cimosa all’altra. A ogni passaggio si intreccia con i fili di ordito secondo un ordine preciso, l’armatura.

In pratica l’ordito regge e la trama completa. Per questo i due sistemi raramente sono uguali: hanno compiti diversi e subiscono sforzi diversi durante la lavorazione.

Orditura e rimettaggio, prima del telaio

Prima di arrivare al telaio, l’ordito si prepara in orditura. I fili si avvolgono uno accanto all’altro, tutti con la stessa tensione, prima sul tamburo dell’orditoio e poi sul subbio, un grande cilindro. Poi ciascuno passa nel proprio liccio e nel pettine, di solito a due o più fili per dente. È il rimettaggio, un lavoro di precisione che definisce il disegno. Nelle catene di seta più fini si superano facilmente i quindicimila fili, e ognuno deve restare teso allo stesso modo per chilometri.

Proprio perché lavora sotto tensione continua, l’ordito chiede filati resistenti e regolari. Nella seta si usa spesso l’organzino, un filo torto e ritorto che regge bene lo sfregamento dei licci. Anche nella lana, spiega The Woolmark Company nella sua guida alla tessitura, gran parte degli orditi è a due capi, proprio per la resistenza. Basta del resto una sola irregolarità di tensione per creare una riga lungo tutta la pezza.

Ordito e trama visti da vicino: i fili di catena e le inserzioni di trama si incrociano in un tessuto di seta

La trama al telaio a pinza

Il telaio inserisce la trama a ogni battuta. Sui nostri telai a pinza, una pinza prende il filo da un lato e lo porta fino al centro, a metà della larghezza del tessuto. Lì lo consegna a una seconda pinza, che completa il percorso. Subito dopo il pettine lo batte contro il tessuto già formato. Quante trame entrano in un centimetro si chiama riduzione in trama. Nei tessuti di seta leggeri si sta spesso fra quaranta e sessanta inserzioni, e alcuni crespi superano le cento.

Poiché non sopporta la tensione dell’ordito, la trama può essere più morbida, più voluminosa o, al contrario, molto ritorta. Così nascono tessuti come il crespo, dove proprio la trama dà la grana.

Ordito e trama nelle scelte di collezione

Leggere un tessuto attraverso ordito e trama cambia il modo di valutarlo. Le due riduzioni, cioè quanti fili e quante trame ci sono al centimetro, decidono insieme compattezza, corpo e peso. Il colore segue la stessa logica: con il tinto in filo ordito e trama possono avere tinte diverse, e nasce il cangiante. Alternando fili chiari e scuri nasce invece il fil-à-fil.

C’è poi un aspetto pratico spesso trascurato, il dritto filo. L’ordito corre lungo la pezza e il taglio deve rispettare questa direzione; se devia, il capo cade storto e si deforma con l’uso. Il percorso del tessuto, dalla fibra alla pezza pronta per la confezione, lo raccontiamo in come nasce un tessuto. Come documentarlo con la blockchain, fino al capo finito, è invece il tema dell’articolo dalla fibra al capo.

Quando il subbio finisce: annodare o rimettere

Un ordito non dura per sempre. Quando il subbio si esaurisce bisogna montarne uno nuovo, e la tessitura ha due strade. Se il nuovo ordito ha lo stesso numero di fili e la stessa disposizione, si fa l’annodatura: ogni filo nuovo si lega al corrispondente filo vecchio, che è già passato nei licci e nel pettine. È un’operazione rapida, spesso affidata a una macchina annodatrice. Se invece cambia il numero di fili o il loro ordine nei licci, serve il rimettaggio completo, filo per filo. Richiede molto più tempo, ed è uno dei motivi per cui un articolo nuovo costa più di un riassortimento. Pianificare le collezioni per famiglie di orditi, perciò, fa risparmiare tempo e denaro.

Un ritaglio senza cimosa: dov’è l’ordito e dove la trama?

Capita spesso di avere in mano un piccolo ritaglio senza cimosa, e la prima cosa da capire è il verso. Nessun segno è una regola assoluta, ma alcuni indizi, messi insieme, danno una risposta affidabile. Tirato nei due sensi, il tessuto cede di solito meno lungo l’ordito, che ha lavorato in tensione. Contro luce, i fili di catena appaiono spesso più dritti e più fitti di quelli di trama. Quando si vedono le righine del pettine, corrono nel senso dell’ordito. Se infine un sistema ha filati fiammati, voluminosi o fantasia, quasi sempre è la trama.

Riconoscere il verso non è un esercizio da manuale. Da lì dipendono il piazzamento sul tavolo di taglio, il dritto filo del modello e perfino la lettura del colore, che su ordito e trama può cambiare.

Dallo schizzo alla costruzione

Quando un ufficio stile porta un’idea, il lavoro della tessitura è tradurla proprio in ordito e trama: quali filati, quante riduzioni, quale armatura. È il passaggio che descriviamo in dallo schizzo al telaio. Chi parte da zero, invece, può rileggere che cos’è la tessitura.

Raccontateci il tessuto che avete in testa, anche solo con un ritaglio o uno schizzo: lo traduciamo in ordito, trama e armatura, partendo dal risultato che volete ottenere.

Domande frequenti su ordito e trama

Che differenza c’è tra ordito e trama?

L’ordito è l’insieme dei fili nel senso della lunghezza del tessuto, montati sul telaio sotto tensione. La trama è il filo che li attraversa da una cimosa all’altra a ogni battuta.

Perché l’ordito deve essere più resistente della trama?

Perché lavora sotto tensione continua e sfrega contro licci e pettine per tutta la tessitura. La trama, invece, viene inserita e battuta senza sopportare la stessa tensione.

Cosa sono le riduzioni in ordito e in trama?

Sono il numero di fili di ordito e di inserzioni di trama per centimetro. Decidono compattezza, peso e mano del tessuto.

Cos’è il dritto filo?

È la direzione dell’ordito lungo la pezza. Il capo va tagliato rispettandola, altrimenti cade storto e si deforma con l’uso.

 


 

Rosa Tessile Como

ROSA TESSILE

Rosa Tessile Como,  Fondata nel 1983 dai fratelli Rosa, Giuliano e Franco, ha mosso i suoi primi passi come una piccola realtà artigianale, con i suoi quattro telai presi in prestito.

Eppure, ciò che mancava in risorse era più che compensato dalla visione audace e della dedizione instancabile dei soci fondatori.

Anno dopo anno Rosa Tessile ha saputo trasformarsi, crescendo con tenacia e puntando sulla qualità, un’ orditura perfetta, sull’innovazione e sulla sostenibilità, fino a diventare un punto di riferimento nei mondo dei tessuti di seta e dei tessuti di alta moda “Made in Italy”.

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